May Parlar, congela anche l’aria in poetiche memorie.

MAY PARLAR (classe 1981, Istanbul), laureata in Architettura e Design Sostenibile, è fotografa e video artist. Di base a Berlino, lavora tra New York e Istanbul. Nel 2019 viene selezionata per il premio Aesthetica Art Prize 2019, con la serie di autoritratti dal titolo  “Solitudine collettiva“.

Filo narrante delle sue opere è la memoria, accompagnata dal tempo, dai ricordi, dagli oggetti che ci appartengono, ma anche dalla solitudine e dall’alienazione. Oggetti e soggetti rappresentati quasi come in una pièce teatrale. In questa pièce divengono attori immobili, congelati nel presente per non perdersi e sgretolarsi nelle memorie future. Ricordi come flash-back, rievocati e ricomposti perfetti, messi in ordine. “Opere di memoria” dove l’artista congela anche l’aria, per non disperdere nulla, e dove anche lo spettatore, di riflesso, pare immobilizzarsi in questa pausa. Qui analizza solitudini, alienazioni ed è costretto a correre per riprendersi i propri ricordi, per non perderli.

E’ tutto questo andirivieni nel tempo e nella mente, tra astratto e concreto, tra spazio reale e spazio immaginato, che mi affascina della sua arte. May Parlar mi ha rapita, trasportata nel suo mondo, bloccata davanti alle sue opere. Opere potenti. Riflessione dovuta sulle memorie che vanno conservate ma anche riportate a galla per farle rivivere. Surreali e fortemente poetiche. Un contrasto magnetico che non lascia scampo. Siediti, osserva, rifletti, custodisci il tesoro e portalo con te.

Grazie May Parlar!

https://www.mayparlar.com/
parlar.may@gmail.com