La natura aurea di Michele Guido

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“La geometria non è la scienza della figura, ma la scienza dello spazio. Fare geometria significa studiare lo spazio. Lo spazio è come una struttura, un ordine di situazioni, dove per situazioni s’intende una relazione tra oggetti. Un punto non è altro che un oggetto, e la relazione tra un punto ed un altro, non è altro che la distanza tra punti”.
G. W. Von Leibniz

E’ difficile scrivere di Michele Guido senza avere l’ orgoglio e l’ammirazione di chi lo ha visto in qualche modo “formarsi”. Eravamo compagni di classe alla Scuola d’arte, oltre che amici, e Michele aveva sempre avuto, fin da allora, una sensibilità smisurata oltre che una notevole capacità di “esecuzione perfetta”. La materia in cui spiccava si chiamava “plastica”, sviluppo di oggetti e forme in 2d, poi realizzati in 3d col cartoncino. La sua precisione rendeva i lavori quasi alieni, così perfetti che non sembravano realizzati dalle mani di un umano. E il suo percorso di studi e ricerca, i traguardi raggiunti oggi, che lo vedono artista maturo e apprezzato, hanno confermato la sua predisposizione, la sua passione, la sua delicata intuizione nell’osservare la natura, studiandola accuratamente, per poi frammentarla in forme geometriche, a volte dilatando lo spazio e innescando plurime possibilità di intervento, (la trasformazione dello stesso da tridimensionale a bidimensionale e viceversa, per esempio), seguendo regole auree. Nulla al caso, anche gli elementi naturali hanno ordine, regole e schemi. Li seziona, li studia, li destruttura e li ridà alla natura stessa sotto forma di opera d’arte. Natura e architettura si sposano in un dialogo costante, che le avvicina e le fa vivere in armonica e poetica simbiosi, seppur su piani visuali differenti. Scienza, sensibilità, precisione, genio. Rinascimento e canoni classici, natura e architettura, spazio reale e spazio immaginato, al servizio di fotografia, scultura e disegno e dell’intelletto acuto di Michele Guido. Osservo le sue opere e sorrido con profonda ammirazione, mirando le Divinae Proportioni.

 

Michele Guido _biografia

Michele Guido (Aradeo, Le – 1976); vive e lavora a Milano.
Nel 1997 si trasferisce a Milano per studiare presso l’AABB di Brera, si diploma nel 2002 e dopo frequenta il master in Landscape Design; durante gli studi, nel 1999 viene selezionato per una residenza/studio presso il Centro T.A.M. diretto da Eliseo Mattiacci. Dal 2001 al 2007, ha uno studio presso la Casa degli Artisti di Milano, dove organizza con J. de Sanna e H. Nagasawa: “Discussione Aperta: il Concetto di MA”, che nel mondo orientale indica un passaggio, un intervallo di spazio-tempo. Questi elementi incidono in modo decisivo sulla genesi del suo lavoro; da qui deriva la sezione degli elementi vegetali, la stratificazione del disegno per ricavare l’elemento modulare che appartiene all’impianto genetico delle piante.
Le indagini multidisciplinari si sviluppano con progetti più complessi denominati “garden project” basati sulle analogie formali fra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, l’origine geografica delle piante ed il rapporto con la cultura di quei luoghi, la biodiversità, ecc.
I suoi progetti sono stati esposti in diversi luoghi pubblici e privati: Fond. Biscozzi-Rimbaud, Lecce | PAV Parco Arte Vivente, Torino | Palazzo Oneto, Palermo, Manifesta12 collateral | Palazzo Borromeo, Milano | Fond. Merz, Torino, Meteorite in Giardino 10 | ZonaMacoSur, Città del Messico | Palazzo Comi, Gagliano del Capo (Le) | Museo Camusac, Cassino | FAR, Rimini, Biennale del disegno | Museo Carlo Zauli | Museo MIC Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli | Fond. Plart, Napoli | Accademia di San Luca, Roma. Tra le personali nella Z2O Sara Zanin Gallery di Roma il tesoro di atreo garden project _2015 insieme a Hidetoshi Nagasawa.
I premi più significativi: Anna Morettini Prize | Premio Rotary Brera Christian Marinotti | Premio per la Scultura dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro | Tra le residenze: Work, Casa degli Artisti, Milano | Grand tour en Italie, M12 collateral | Umana Natura con H. Nagasawa | Made in Filandia.

instagram: @micheleguido_


La metafisica sensuale ed elegante nella fotografia di Jonas Bjerre-Poulsen

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L’architetto, art director e fotografo danese Jonas Bjerre-Poulsen la sa lunga sulla composizione dell’immagine e sull’estetica visiva. La sua fotografia è elegante, minimale, sensuale. Un b/n audace e affascinante, una metafisica sospesa tra poesia e realtà. Una ricerca sottile, tra gli oggetti quotidiani, la natura, l’ambiente che si vive, di significati metaforici, per astrarre l’oggetto/soggetto dalla realtà, così come egli stesso afferma:

“A sphere is a timelessshape, it appeals to people regardless of cultural preferences”

Composizioni perfette costruite sapientemente con le regole dell’architettura qui applicata all’immagine. Un lavoro ineccepibile, un’eleganza morbida, una riflessione sulle forme che le rende racconto, fatto di poche linee in perfetto equilibrio, e per questo potente, un racconto che è sintesi perfetta dell’anima.


La serie "Lovers" di Jarek Puczel, inno all'amore profondo

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Anima e corpo fusi senza lasciare spazio a dettagli inutili. Una forza sconvolgente che viene fuori da sagome quasi astratte, delineate da pochi tratti, pochi colori, sospesi, senza ambientazione. E’ un momento intimo, psicologico. E’ tutto all’interno, non serve far vedere altro perchè chi osserva l’opera ne viene comunque travolto. Un bacio appassionato che fonde i due corpi in un unico corpo e pennellate che quasi “proteggono” la forza di questo atto intimo e personale. Inno all’amore profondo.